Reg. Trib. di Benevento n. 290/20
Dir. Resp. Dott. Nazzareno Orlando

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Nel numero 2

TV, Comunicazione e COVID

tv e comunicazione

Spazio LAB

Prima o poi la pandemia da Coronavirus finirà e lascerà i suoi segni su ognuno di noi e, conseguentemente , sull’intera collettività. Ci ricorderemo di “un prima e di un dopo”. Come sempre accade nelle situazioni che restano impresse nella storia dell’uomo. Molte cose cambieranno e il 2020 sarà ricordato come l’anno che cambiò la vita dell’uomo. Saranno, intanto , nati nuovi modi di relazionarsi con gli altri che ,si spera, potranno nel frattempo essere cancellati dall’avvento di una “normalità vera” capace di ridare respiro alle vecchie abitudini. Resteranno, comunque in vita nuove consapevolezze che ,ci piaccia o meno ,ci costringeranno a mutare il nostro modo di guardare la vita e il futuro. Questi modi di essere incideranno nei rapporti interpersonali, nel modo di lavorare, nei meccanismi che influiscono sull’economia, sulla politica, sul mondo dell’informazione e in quello della didattica . Nella scuola resteranno, probabilmente, trasformazioni che oggi si stanno imponendo come metodo e i cui effetti potremo valutare soltanto nel tempo. Alcune di queste modifiche certamente saranno generate dai diversi comportamenti e dalle problematiche derivanti dall’isolamento sociale e dalla interruzione delle attività lavorative in presenza. Altre saranno generate dall’utilizzo intensivo degli apparecchi e delle reti digitali che l’informatica ha messo a disposizione di tutti ,sostituendosi con forza a gran parte delle procedure che erano utilizzate dall’uomo nel suo vivere quotidiano. Nei primi decenni del nuovo millennio l’uso delle tecnologie digitali aveva già registrato un enorme aumento, sia in termini di uso temporale che in termini di utenza .Il virus ed alcune imposizioni e restrizioni ad esso collegate hanno di fatto portato all’utilizzo massimo di computer, smartphone, app e internet facendo registrare una crescita temporale straordinaria . L’isolamento ha dunque spianato la strada ad un modo di relazionarsi con gli altri attraverso i nuovi sistemi .La vita di tante persone è diventata, improvvisamente, molto più digitale che fisica. Il mondo sta facendo un uso imprevisto della rete e di tutti gli strumenti informatici. Questo vale sia per le attività lavorative che per il tempo libero . Oltre alla Tv tutti si sono interessati (e si interessano) alle notizie sul virus. I social sono serviti per contattare i parenti lontani, per trascorrere qualche minuto con gli amici di sempre , per comunicare con il mondo, per rilassarsi o per guardare trasmissioni online . Tutta una serie di attività che sono servite per dare un senso ai giorni trascorsi in lockdown e per poter restare in contatto con gli altri, Ovviamente esiste e siamo convinti debba continuare ad esistere ancora una differenza tra materiale e immateriale, tra fisico e digitale, ma questa differenza si sta riducendo sempre di più fino al punto da farci temere che le prossime generazioni diventeranno esclusivamente legate ad internet ,al suo utilizzo e agli sviluppi ad esso connesso. Il Coronavirus ci ha,di fatto, separati mentre l’informatica ci sta unendo dando vita ad un universo artificiale che fa sintesi tra il reale e il virtuale in un unico grande nuovo spazio. Le tecnologie digitali ,dunque, stanno mostrando la loro grande potenzialità in un mondo apparso fragile di fronte ad un nemico invisibile . Un fantasma che in poche mesi ha messo in crisi il pianeta , ha abbattuto muri e guerre , ha ridato improvvisamente voce e spazio alle competenze, agli scienziati ,agli esperti che negli uffici e negli ospedali ogni giorno si battono per salvare la vita dei contagiati .Le nuove tecnologie ed il digitale stanno dimostrando, parallelamente, la loro importanza la loro forza a sostegno della medicina ma anche del telelavoro, della didattica online che scuole e università stanno usando in maniera intensiva , nelle videoconferenze ,nel fare da tampone alla mancanza di contatti diretti. L’essere umano sta scoprendo di potersi conservare come unità sociale grazie alle apparecchiature digitali e ,ciò, non sarà mai più annullato interamente. A fronte di ciò va sottolineata l’importanza strategica della lotta al digital divide e la contemporanea necessità di avere non solo monopoli ma una intelligente diffusione di provider ben organizzati ed efficaci capaci di essere presenti sui territori e di fornire servizi lì dove le necessità lo richiedano. Stiamo, insomma , vivendo qualcosa di realmente inedito che lascerà segni ,probabilmente, per sempre. Tuttavia, ogni tecnologia, ogni apparecchiatura non genererà soltanto benefici ma richiederà maggiori regole e maggiori abilità capaci di evitare che l’aumento degli usi favoriscano alcuni a danno di altri. Le tecnologie digitali, infatti, hanno permesso la creazione di grandi egemonie che ormai hanno impatti spesso più importanti di molti governi Per essere ,dunque, all’altezza della fase che viviamo dovremo anche ampliare le capacità di uso sociale delle scoperte evitando di rimanere vittime delle stesse. Saper governare questa vera e propria rivoluzione è il compito che ci attende e che consegniamo alle nuove generazioni. Lavoreremo, concludendo , per garantire un utilizzo concreto e diffuso del digitale che aumenti le libertà dei cittadini e che non serva a limitarle: sarà questa una delle nostre “mission” più importanti!!!

Antonella Oliviero

Editore OpenTlC

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