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Il valore sociale degli Operatori di Prossimità

Gli ISP locali hanno sempre portato internet veloce dove serviva, oggi anche in FTTH

OPERATORI DI PROSSIMITÀ

Il valore sociale degli Operatori di prossimità

Gli ISP locali hanno sempre portato internet veloce dove serviva, oggi anche in FTTH

si intende una somma versata a titolo di rimborso dei costi che la macchina amministrativa pubblica sostiene per gestire gli aspetti organizzativi legati ad esempio agli elenchi in cui sono iscritti gli operatori autorizzati, l’elenco delle licenze, ecc.

Grazie agli sforzi di Assoprovider viene introdotta una modifica al Codice delle Comunicazioni che elimina questa sorta di “barriera di fatto”, riducendo i costi amministrativi a soli 500 euro ogni mille linee attive (per tutti gli operatori con un numero totale di clienti finali minore di 50.000). Alla burocrazia dello stato centrale si somma però quella degli enti locali. Infatti spesso le tempistiche per ottenere i permessi di scavo o di riutilizzo di infrastrutture esistenti necessari per posare i cavi in fibra sono molto lunghi (mesi e mesi), e qualche collega si sente addirittura rispondere dagli uffici tecnici che “solo TIM può passare la fibra ottica”, nonostante la normativa in materia sia ormai chiara e consolidata. Il riferimento normativo è il Dlgs 33 del 15/02/2016.

Ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio e possiamo rilevare anche tanti casi di successo, dove la collaborazione tra sindaci ed amministrazioni con i provider internet locali ha portato in breve tempo la connessione veloce in fibra ottica fino a quei cittadini ed aziende che erano state escluse, il tutto con tempi brevissimi, nell’ordine di pochi mesi o addirittura poche settimane. Con risorse finanziarie proprie e superando le non poche difficoltà si iniziano ad effettuare i primi scavi, a stendere i cavi in vera fibra ottica attivando i primi clienti con una tecnologia davvero innovativa.

Il riscontro sul campo da parte dei cittadini è molto positivo: utenti finali che prima navigavano con linee ADSL da pochi Mbps che magari si degradavano nei giorni di pioggia, grazie ai piccoli operatori si trovano a poter navigare a velocità di svariate centinaia di megabit al secondo fino anche a 1000 Mbps e con una latenza e stabilità di collegamento mai sperimentata prima.
“Perché ci ostiniamo a non riconoscere il loro valore ?”

Sono tante le aziende associate ad Assoprovider che realizzano reti in fibra ottica: ad esempio Micro Servizi e Nemo. I primi che dal profondo Sud accendono i primi clienti in fibra ottica nel comune di Francofonte in provincia di Siracusa, che rappresenta sicuramente il primo piccolo comune siciliano con una popolazione di soli 12 mila abitanti a poter contare su una rete in fibra ottica FTTH sin dentro le abitazioni degli utenti finali. Nemo a Legnano nell’hinterland milanese, dove molte aziende nonostante abbiano sede in una delle aree più ricche del Nord, si trovavano, prima dell’intervento del ISP locale, nella condizione di non disporre di una connessione internet adeguata.

Molte altre PMI aziende di comunicazioni elettroniche seguono a ruota e ne ci- tiamo qui solo alcune a titolo esemplificativo: Icaro Internet/WT di Patti (ME), BBanda di Santa Teresa Riva (ME), NovaQuadri di Ragusa, Dodonet di Fasano (BR), Apuacom/Brainbox di Massa Carrara, Lenfiber di Padova, SIM Informatica di Malonno (BS), ASDASD di Venezia, Maxidea di Trento, WicitY di Lecce… e tante altre PMI sparse in tutta Italia. Sono veramente tantissime le piccole aziende che hanno investito le propri risorse, tempo e denaro nello sviluppo di tecno- logia in tutte quelle zone che venivano definite dai grandi operatori “a fallimento di mercato” dove secondo loro non era conveniente investire. Ma i piccoli operatori hanno dimostrato tutto il contrario: non solo per loro è stato conveniente investire, ma l’hanno fatto con soldi propri e mettendo in campo la migliore tecnologia disponibile: la fibra ottica FTTH che raggiunge le unità immobiliari. Mentre le notizie di stampa ci informano che i piani nazionali pubblici di infrastrutturazione in fibra arrancano e sono in copioso ritardo, nonostante i miliardi di fondi pubblici messi sul piatto, sono decine di migliaia i privati e le aziende che navigano felicemente con la fibra ottica dei piccoli ISP di prossimità. Sovente e soprattutto leggendo i gruppi social dedicati a questi argomenti, veniamo a conoscenza di cittadini esclusi dalla banda larga ed ultralarga perché la posa di quest’ultima si è fermata magari a poche decine di metri dalla loro abitazione, quando in realtà avrebbero potuto godere dei servizi di internet ad altra velocità. Tale eventualità non si verifica quando a realizzare le reti è l’“operatore di prossimità“, perché esso conosce profondamente il contesto locale in cui opera e sa perfettamente dove serve realizzare le reti, con una precisione a livello di singolo civico. Spesso vengono anche modifica- ti i progetti in funzione delle necessità evidenziate sul territorio. Molte volte anche sotto il prezioso suggerimento di sindaci ed altri amministratori locali, vengono a crearsi delle proficue sinergie che producono valore ed incentivano lo sviluppo locale, in quanto tutti hanno a cuore il territorio e ne conoscono le problematiche a pieno vantaggio dei cittadini e delle imprese.

Gli ISP locali sono tra le poche aziende del settore TLC che ad oggi contribuiscono a creare posti di lavoro, nonostante il settore abbia dei margini sempre più risicati. Sono quelli che investono in tecnologia senza attendere fondi pubblici, che propongono offerte semplici e trasparenti senza costi nascosti e interminabili rate di dispositivi da pagare per anni ed anni. Sono coloro che rispondono direttamente al telefono risolvendo i problemi dei loro clienti senza delegare call center situati all’estero, considerando ogni singolo cliente importante e non un numero tra milioni.

Alla luce di questo scenario ci poniamo, e vi poniamo, due semplici domande. La prima è di carattere generale: perché l’Italia non vuole (più) il bene alle proprie PMI nonostante siano spesso il fiore all’occhiello della crescita economica?

Tutte le norme, di svariati settori, sembrano evolversi sempre di più a favore di grandi soggetti schiacciando i piccoli sotto il peso della burocrazia, degli adempimenti e di nuovi balzelli e diritti amministrativi da versare.

Questo non accade solo nel settore delle TLC, ma sembra diventata una tendenza predominante del sistema Italia: pensiamo ad esempio ai vari bonus in edilizia in cui sono stati introdotti i “General Contractor” oppure alle gare attraverso le quali si assiste ad un ritorno al passato volto all’oligopolio nazionale e diretto verso uno scenario di “telecomunicazioni di stato”. Scenario contraddistinto da pochi soggetti che controllano tutto il mercato, con grande svantaggio per la libera concorrenza e quindi per gli utilizzatori finali dei servizi, cittadini ed imprese.

Sarebbe invece da riconsiderare il ruolo delle PMI, dando loro l’attenzione e l’importanza che meritano nel contesto economico.

La seconda domanda invece contiene intrinsecamente una proposta rivolta alle istituzioni centrali e locali.

A fronte dei risultati già ottenuti in passato con la copertura WiFi ed oggi con la fibra ottica, ci si chiede: perché non si inizia una collaborazione con gli operatori locali partendo dall’accoglimento delle tante iniziative che per mezzo di Assoprovider sono state già da tempo avanzate?

Davide Gelardi

Consigliere Nazionale Assoprovider

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