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Nel numero 2

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L’innovazione tecnologica satellitare al servizio della sostenibilità

Assoprovider e i territori

Una “rete” per riscrivere la pesca

L’innovazione tecnologica satellitare al servizio della sostenibilità

L’innovazione tecnologica, i sistemi di monitoraggio satellitare la capillare diffusione dell’accesso alla rete internet stanno riscrivendo in chiave sostenibile l’attualità della pesca nel Mediterraneo. Con l’emergere della pandemia sanitaria, la tracciabilità del pescato è in grado di dare nuova linfa al modo dell’impresa ittica valorizzando le identità locali grazie alla blockchain, con una sempre più diffusa banca dati condivisa dal contenuto non modificabile e dalla sicurezza garantita da crittografia. Informazioni e dati digitali che vengono automaticamente condivisi con gli altri attori della catena di approvvigionamento, dai trasformatori e distributori ai supermercati e persino ai ristoranti per raggiungere i consumatori finali. In tal modo, la piattaforma programmata su tecnologia blockchain serve a promuovere la tracciabilità, la sicurezza e la sostenibilità degli alimenti. Promuovere tale scenario di sostenibilità e sicurezza alimentare vuol dire implementare gli attuali sistemi di accesso alla rete e coinvolgere le imprese in un processo di digitalizzazione accelerato, sviluppando occupazione giovanile e professionale e migliorando il quadro economico del sud Italia e del sud del Mediterraneo.La tracciabilità del pescato dovrebbe garantire la possibilità di individuare il luogo e il momento di pesca di ogni prodotto e dovrebbe costituire l’elemento fondamentale nella gestione della pesca dell’attualità. I consumatori potranno risalire, tramite internet, alla storia di quanto acquistato e ai processi di lavorazione e conservazione praticati dai pescatori. Tra i progetti impostati in tal senso abbiamo, come riferisce l’Ing. Franz Martinelli, presidente di Gi.&Me. Association, SUREFISH, che vede lavorare assieme 13 partner di entrambe le sponde del Mar Mediterraneo provenienti da Egitto, Italia, Libano, Spagna e Tunisia. Il network è composto da ENCO Srl (ENCO), Università Federico II di Napoli (UNINA), Centro Nacional de Tecnologia y seguritad Alimentaria (CNTA), Ingenieria y control electronico S.A. (INGE), Instituto Tecnologico del Embalaje, Transporte y Logistica (ITENE), Asociación Nacional de Fabricantes de Conservas de Pescado (ANFACO), Institut National des Sciences et Technologies de la Mer (INSTM), Group Didon Mareè (DIDON MAREE), Association Slow Food Tebourba e Gi.&Me. Association (ASS. SLOW FOOD), Central Laboratory for Aquaculture Research (CLAR), Fish Basket (FISH BASKET), l’American University of Beirut (AUB) e Sophia For Fresh And Frozen Fish Sarl (SOFIA). L’obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio ittico del Mediterraneo, attraverso il monitoraggio e l’analisi della tracciabilità, della sostenibilità e dell’autenticità del pescato del nostro mare comune. Implementare l’utilizzo di tecnologie e competenze su ICT, blockchain, etichettatura, diffusione della rete internet e imballaggi intelligenti, utilizzando metodi analitici e sensoriali innovativi per la tracciabilità e la valutazione della pesca. Implementare tali opportunità che il territorio costiero custodisce con i suoi prodotti ittici, le marinerie, le peculiarità storiche e il vasto patrimonio culturale e artigianale legato all’identità costiera e alle sue tradizioni, dare vitalità alla ricchezza del mare, in un’ottica sostenibile, di grande attenzione per un consumo consapevole delle risorse marine. L’implementazione e l’utilizzo dell’innovazione in tema di sicurezza alimentare e la tecnologia blockchain può rafforzare la trasparenza, consentendo la piena tracciabilità del pescato del Mediterraneo, contrastando in tal modo le minacce significative alle entrate derivanti dalle licenze e alle condizioni di lavoro e sicurezza dell’equipaggio, senza dimenticare gli importanti impatti ambientali e in tema di sostenibilità. Sviluppare occupazione per i giovani del Mediterraneo e contribuire a porre fine alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata e alle violazioni dei diritti sindacali dei lavoratori nell’industria della pesca in tutto il Mediterraneo.

Domenico Letizia

Giornalista e Seafood Digital Marketing

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